{"id":9891,"date":"2024-03-19T09:26:44","date_gmt":"2024-03-19T16:26:44","guid":{"rendered":"https:\/\/dornsife.usc.edu\/alexander-zholkovsky\/?page_id=9891"},"modified":"2024-03-19T09:31:27","modified_gmt":"2024-03-19T16:31:27","slug":"bella_traduzione","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/dornsife.usc.edu\/alexander-zholkovsky\/bella_traduzione\/","title":{"rendered":"Aleksandr \u017dolkovskij:"},"content":{"rendered":"\n\n  \n    \n\n\n\n\n\n\n<div\n  class=\"cc--component-container cc--rich-text \"\n\n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  >\n  <div class=\"c--component c--rich-text\"\n    \n      >\n\n    \n      \n<div class=\"f--field f--wysiwyg\">\n\n    \n  <div id=\"content\" class=\"content\">\n<div class=\"html-content\">\n<p>Vorrei salutare e ringraziare di cuore i nostri cordiali ospiti, tutti i presenti e, non in ultimo, gli organizzatori e la giuria del premio, che hanno mostrato interesse per il mio articolo dedicato a \u201cLa zuccheriera\u201d di Aleksandr Ku\u0161ner, motivo a cui devo la mia presenza qui quest\u2019oggi.<\/p>\n<p>Ku\u0161ner non \u00e8 presente, pur appartenendo anch\u2019egli alla stessa generazione di poeti di Bella Achmadulina, protagonista e fautrice simbolica della nostra festa. Anch\u2019io appartengo a questa generazione, che sta divenendo a poco a poco preistorica: sono difatti un anno pi\u00f9 giovane di Ku\u0161ner e coetaneo di Bella Achmadulina.<\/p>\n<p>Mi addentro in questi dettagli cronologici perch\u00e9 per uno studioso di letteratura essere contemporaneo dell\u2019autore di cui si occupa \u00e8 <span lang=\"IT\">davvero un\u2019esperienza carica di significato.<\/span><\/p>\n<p>Scrivere di Ku\u0161ner ponendogli domande, valutando le sue risposte e, talvolta, destando in lui meraviglia per qualcosa che non aveva nemmeno immaginato, ma che \u00e8 pronto a confermare con gioia, ha rappresentato un\u2019emozione spesso inaccessibile a chi fa il nostro mestiere. Difatti, per quanto si possano indagare i segreti del<\/p>\n<p><span lang=\"EN\">l\u2019arte <\/span><span lang=\"IT\">di Pasternak, di Pu\u0161kin, di Dante o di Orazio, <\/span>non potremo certo aspettarci da loro alcun cenno di assenso.<\/p>\n<p>Non ho scritto articoli su Bella Achmadulina, ma ho amato i suoi versi fin da giovane, come del resto tutta la nostra generazione. Vi \u00e8 stato per\u00f2 un incontro interessante tra me in veste di studioso di letteratura e lei in veste di poeta, che forse merita di essere ricordato.<\/p>\n<p>All\u2019epoca, la si poteva ascoltare declamare i propri versi, e lo faceva in modo sublime, alla radio, in televisione, persino al cinema. La vidi per la prima volta dal vivo nel 1955 quando, insieme a Evgenij Evtu\u0161enko, recitarono i loro versi davanti a noi studenti della facolt\u00e0 di lettere dell\u2019Universit\u00e0 Statale \u201cLomonosov\u201d di Mosca. Ma non la conoscevo di persona.<\/p>\n<p>Per un incontro personale dovetti attendere pi\u00f9 di trent\u2019anni. Ero emigrato gi\u00e0 da lungo tempo in California, quando nel 1987 Bella Achmadulina, insieme a Boris Messerer, fu tra i primi a recarsi in America dopo l\u2019inizio della perestrojka e trascorse una settimana a Los Angeles.<\/p>\n<p>I membri del nostro piccolo circolo intellettuale russofono organizzarono a turno piccoli ricevimenti a casa propria, cosicch\u00e9 ebbi modo di osservarla meglio. A attenderci c\u2019era inoltre la sua esibizione davanti a una sala gremita di parlanti russofoni.<\/p>\n<p>Il primo incontro avvenne a casa di una conoscente comune, Alena, figlia adottiva dello scrittore Vasilij Aksenov, all\u2019epoca gi\u00e0 emigrato e amico di vecchia data della poetessa, che era sua ospite insieme a Boris. Mi ero presentato a Bella Achatovna come un suo affezionato ammiratore, docente di letteratura russa presso l\u2019universit\u00e0 locale, in altre parole ero un esponente della professione che pi\u00f9 detestava, i critici letterari.<\/p>\n<p>Ahim\u00e8, tutti noi membri di questa corporazione, non potremo mai dimenticare i ben noti versi di Bella Achmadulina:<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\">&lt;\u2026&gt; descrivo uno degli ambienti,<br \/>\nquando mi invit\u00f2 a pranzo<br \/>\nun critico letterario mio conoscente &lt;\u2026&gt;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\">\n<span lang=\"IT\"><br \/>\nMi assicurava che la scienza,<br \/>\nnota al suo intelletto,<br \/>\nmi riveler\u00e0 quale tormento<br \/>\n\u00e8 per il mio cuore un diletto. <\/span><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\">\n<span lang=\"IT\"><br \/>\nCon un sorriso mesto e cordiale<br \/>\nApre la porta nella luce e nel tepore<br \/>\nla moglie del critico letterario,<br \/>\nanch\u2019ella critico letterario &lt;\u2026&gt;<\/span><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><span lang=\"IT\"><br \/>\nLetteratura respiriamo,<br \/>\nmentre il padrone di casa ci conduce in sala<br \/>\ne parla di Mandel\u2019\u0161<\/span>tam,<br \/>\nconosce anche Cvetaeva &lt;\u2026&gt;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\">\n<span lang=\"IT\"><br \/>\nLui, crucciandosi invano,<br \/>\n<span lang=\"EN\">cercava<\/span> di ammaestrare la mia ragione,<br \/>\ne io rispondevo gentile:<br \/>\n\u201cIn seguito, amico mio, quando morr\u00f2,<\/span><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><span lang=\"IT\"><br \/>\nfar\u00e0 in tempo a rispondermi.<br \/>\nMa come devo fare con me stessa?<br \/>\nDel resto prima di studiarmi<br \/>\ndeve uccidermi&#8221;.<strong><br \/>\n<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"CENTER\">(\u201cPer quanto tempo non ho dormito abbastanza&#8230;\u201d)<\/p>\n<p>Quella mattina da Alena ci portarono il giornale e Boris si mise a leggere. Si trattava di un articolo sull\u2019Achmadulina inviato da Aksenov da Washington e apparso sulla versione russa del giornale \u201cPanorama\u201d di Los Angeles<\/p>\n<p>Il panegirico era scritto con il consueto brio tipico di Aksenov<\/p>\n<p>\u0435 <span lang=\"IT\">in prosa ritmica basata su un celebre passaggio dell\u2019Achmadulina relativo al suo incontro con Pasternak, dove per\u00f2, al contrario, nel momento dell\u2019incontro con il grande poeta \u2013 dopo il verso: <i>E si pu\u00f2 rimare prima del tuo nome?<\/i>\u2013 la poetessa passava dal verso alla prosa.<\/span><\/p>\n<p>Boris leggeva tuttavia con un\u2019intonazione monotona e frettolosa, la tipica intonazione da lettura del giornale, come a dire, \u00e8 tutto chiaro, hai gli elogi di Vasja Aksenov e con ci\u00f2? Allora mi feci avanti io:<\/p>\n<p>&#8211; Non \u00e8 cos\u00ec che va letto.<\/p>\n<p>&#8211; Come sarebbe a dire? E come va letto allora?<\/p>\n<p>Presi il giornale e mi misi a leggere scandendo il ritmo poetico. L\u2019Achmadulina si fece pi\u00f9 attenta e nel suo stile tipicamente aulico inton\u00f2 l\u2019aria dell\u2019eterna vittima alterando come sempre il suono di ogni \u201cerre\u201d intervocalica:<\/p>\n<p>&#8211; Rendi sempre le cose nel modo sbagliato. Se non fosse per il nostro rispettabile ospite, come avrei fatto a <i>capive<\/i>, che Vasja mi aveva scritto dei versi\u2026<\/p>\n<p>&#8211; Come vede, Bella Achatovna, &#8212; replicai io con una risposta da tempo pronta, &#8212; anche i critici letterari servono a qualcosa&#8230;<\/p>\n<p>Qualche giorno dopo invitammo a nostra volta Bella Achmadulina a casa nostra.<\/p>\n<p>A un certo punto nel corso della serata le passai per un autografo una copia del suo libro \u201cSogni della Georgia\u201d. Sotto alla dedica si legge la data: 19 marzo 1987. E sul finire della serata mi decisi a porle una domanda che mi occupava la mente da tempo:<\/p>\n<p>&#8211; Che ne pensa di Chodasevi\u010d?<\/p>\n<p>Vladislav Chodasevi\u010d (1886 \u2013 1939) \u00e8 un grande poeta russo che nel 1922 emigr\u00f2 all\u2019estero vivendo prima a Berlino e poi e Parigi, e per questo in epoca sovietica vietato e, ai pi\u00f9, me compreso, sconosciuto. Uno dei suoi classici si intitola \u201cDavanti allo specchio\u201d (1924), scritto quando gi\u00e0 era emigrato. I versi parlano del destino dell\u2019uomo e, in particolare, della sorte del poeta &#8211; emigrante, e sono accompagnati da una citazione \u2013 <i>Nel mezzo del cammin di nostra vita <\/i>&#8212; appartenente a un grande esule, Dante<i>. <\/i><\/p>\n<p>La domanda era, per cos\u00ec dire, abbastanza provocatoria: difatti, un noto componimento dell\u2019Achmadulina \u201cSono io\u2026\u201d \u00e8 scritto con lo stesso metro, con un\u2019intonazione e persino con un lessico simili a quelli presenti in \u201cDavanti allo specchio\u201d. Lei rispose:<\/p>\n<p>&#8211; Ne ho una buona opinione, anche se, forse, non conosco tutto. Perch\u00e9?<\/p>\n<p>&#8211; Questi versi, per\u00f2, forse li conosce? \u2013 Presi dallo scaffale la raccolta con \u201cDavanti allo specchio\u201d e iniziai a leggere: <i>Io, io, io. Che razza di parola insensata!&#8230;<\/i><\/p>\n<p>Ascoltava con viva attenzione che presto si tramut\u00f2 in disarmante commozione, pur annuendo con un cenno di sincero stupore nel riconoscere una sospetta influenza:<\/p>\n<p>&#8211; Eh be\u2019?! Sa \u2013 pu\u00f2 darsi!..<\/p>\n<p>L\u2019indomani si tenne la sua esibizione e fui io ad accompagnarla. In auto iniziai a raccontarle di quando sentii per la prima volta \u201cSono io\u2026\u201d nel 1976, a Mosca, in televisione. Aveva letto \u201cSono io\u2026\u201d, per me all\u2019epoca non ancora contaminata dall\u2019influenza di Chodasevi\u010d, alla fine di una serata poetica e la sua lettura riusc\u00ec a strapparmi le lacrime. Mia moglie in seguito amava raccontare di come in fondo anche uno strutturalista senza cuore possa piangere. Qualche tempo dopo alla televisione riproposero la registrazione di quella serata e i versi suscitarono inevitabilmente di nuovo le mie lacrime.<\/p>\n<p>Il concerto di Los Angeles richiam\u00f2 un pubblico<\/p>\n<p><span lang=\"IT\">numerosissimo. Bella Achmadulina, cinquantenne, in un completo a pantaloni, con i tacchi, la figura curata e seducente, leggeva magnificamente. Io aspettavo che arrivasse fino a \u201cSono io\u2026\u201d pensando tra me e me a che effetto mi avrebbe fatto riascoltarla.<\/span><\/p>\n<p>Finalmente giunse anche il suo turno, ma nel pronunciare: <i>Sono io \u2013 alle due del pomeriggio \/ trofeo vinto della levatrice<\/i>, Bella Achmadulina perse il filo<i>, <\/i>si scus\u00f2 e ricominci\u00f2 dall\u2019inizio. E cos\u00ec per due volte, solo al terzo tentativo lesse la poesia fino alla fine. Fu forse per questo o forse per altro motivo che la ascoltai tranquillo, senza versare nemmeno una lacrima.<\/p>\n<p>Sulla via del ritorno mi disse:<\/p>\n<p>&#8211; Per <i>pensave<\/i> a Lei mi sono confusa.<\/p>\n<p>Cos\u00ec la critica letteraria da me rappresentata irrompeva per la seconda vol<\/p>\n<p><span lang=\"IT\">ta nella vita della poetessa, anche se questa volta in modo ben pi\u00f9 banale\u2013 spietato.<\/span><\/p>\n<p>Del resto, come v<\/p>\n<p><span lang=\"EN\">\u0435<\/span><span lang=\"IT\">diamo, Bella Achmadulina ha manifestato adesso il suo giudizio dai cieli dandomi l\u2019occasione di partecipare a questa cerimonia.<\/span><\/p>\n<p align=\"right\"><em>\u041f\u0435\u0440\u0435\u0432\u043e\u0434 \u0414\u0436\u0443\u043b\u0438\u0438 \u0414\u0437\u0430\u043d\u0433\u043e\u043b\u0438 (Giulia Zangoli)<\/em><\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<\/div>\n\n\n  <\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":584,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"page-content-detail.php","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"class_list":["post-9891","page","type-page","status-publish","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.6 - 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